Esma vieta la vendita di opzioni binarie agli investitori retail

Le opzioni binarie e i contratti per differenze (Cfd) sono troppo pericolosi per i piccoli investitori, le prime saranno vietate e sui secondi ci saranno forti limitazioni.
Lo ha deciso l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) insieme con le autorità nazionali dopo aver analizzato che il 74-89% dei conti al dettaglio è generalmente in perdita sugli investimenti effettuati, con perdite medie che vanno da 1.600 a 29.000 euro per cliente.
Per la prima volta viene così applicata la Mifid II (le misure possono però essere solo temporanee) ed entro la fine del trimestre, l’Esma vaglierà la necessità di prorogare le misure d’intervento per altri tre mesi.
“C’è un serio timore, spiega una nota, a causa della “complessità e mancanza di trasparenza di questi prodotti; effetto leva eccessivo per i Cfd e rendimento negativo atteso strutturale e conflitti di interesse esistenti tra fornitori e rispettivi clienti nelle opzioni binarie; disparità tra rendimento atteso e rischio di perdita”.

Per la prima volta le nuove misure sui Cfd assicureranno che gli investitori non possano più perdere importi superiori a quanto investito, limiteranno l’uso della leva finanziaria e degli incentivi e forniranno un avviso sui rischi per gli investitori, spiega il presidente Steven Maijoor.
Quanto alle opzioni binarie, il divieto che l’ESMA rende pubblico è che tutto questo è necessario per tutelare gli investitori, alla luce delle peculiarità di questi prodotti dove la combinazione di una promessa di alti rendimenti e piattaforme digitali che favoriscono le negoziazioni, l’ambiente di tassi di interesse storicamente bassi ha creato un’offerta interessante per gli investitori al dettaglio ma anche perdite significative.